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Vercelli

La città del riso: un’ordinata scacchiera d’acqua e alberi che si allarga intorno al nucleo urbano con una suggestione difficilmente spiegabile. Le risaie sono il gioiello ambientale ed economico di Vercelli, ma la supremazia nell’immaginario collettivo è duramente contesa dagli straordinari monumenti d’arte della città: la patria della prima Università piemontese è stata per tanti secoli elemento centrale nella storia del Piemonte, e questi secoli ci hanno lasciato un immenso patrimonio di arte e cultura.

Vercelli storia

Liguri, Celti, e poi Romani, che nel 49 a. C. le concessero la cittadinanza romana: questa la ricca storia dell’infanzia di Vercelli, che nel catturare tante simpatie fu forse aiutata dalla vicinanza delle famose miniere d’oro ricordate anche da Plinio.
L’età cristiana si aprì gloriosamente per la città, grazie a S. Eusebio, presbitero cagliaritano che vi fondò il primo episcopato del Piemonte. Passò poi attraverso i secoli del medioevo seguendo la sorte di molte città dell’Italia del Nord: prima i Longobardi, poi i Franchi, finalmente l’autonomia comunale nel XII secolo, con le lotte contro il potere imperiale insieme alle altre città della Lega Lombarda.
All’inizio del Trecento la storia cittadina compie una brusca parabola: all’inizio del secolo la massima floridezza mai raggiunta, con la costruzione dell’abbazia di S. Andrea e la fondazione dell’Università; negli anni successivi aspre lotte tra le fazioni imperiali e papali che portano alla decadenza e alla sottomissione al potere dei Visconti, nel 1335.
Strategie familiari del secolo successivo causarono il passaggio nel dominio dei Savoia, ai quali rimase fino all’Unità d’Italia, salvo brevi momenti di dominio spagnolo. Nel Cinquecento si incomincia a documentare l’esportazione di riso, che evidentemente aveva già acquisito importanza.
La città si fa trovare pronta anche al momento delle lotte risorgimentali: nel 1859 gli Austriaci occuparono Vercelli per una ventina di giorni, ma dovettero desistere quando i Piemontesi ruppero gli argini dei canali della campagna circostante trasformandola in un acquitrino.

Vercelli come arrivare

In auto
Vercelli si torva lungo l’autostrada A26 Genova - Gravellona Toce, che percorre il Piemonte da Nord a Sud. Da Santhià, circa 20 Km a Ovest della città, e da Biandrate, alla stessa distanza in direzione Nord, è possibile immettersi nell’A4 Milano - Torino. La S. S. N° 11 collega Vercelli con Novara.

In treno
Passa dalla città la grande direttrice ferroviaria Milano - Torino, dalla quale si dipartono innumerevoli linee minori.
La stazione si trova nelle immediate vicinanze del centro storico (Piazza Roma, 26).

In aereo
Vercelli è ben servita dall’aeroporto torinese di Caselle (Tel. 011 5676361), che garantisce collegamenti con tutte le principali città italiane ed europee.
Comodo anche l’utilizzo dei due aeroporti milanesi, Malpensa (Tel. 02 26800613) e Linate (Tel. 02 28106306).

Vercelli come circolare

Vercelli deve essere visitata a piedi, arrivando nel centro storico dalla vicinissima stazione ferroviaria o dopo aver lasciato l’automobile in uno dei numerosi parcheggi (Piazza Camana e Piazza dell’Ex Ospedale solo per citare i due più vicini al nucleo monumentale): solo con il passo lento di una passeggiata potremo veramente apprezzare la bellezza del luogo, nei grandi monumenti e nei palazzi, nelle pittoresche stradine e nelle case storiche. L’area da percorrere è limitata, la distanza massima da coprire, vale a dire la diagonale maggiore del centro cittadino, è di circa mezzo chilometro: pochi passi scanditi dal trionfale susseguirsi dei monumenti.

Mezzi Pubblici
Trasporti pubblici di Vercelli
Autostazione
Corso Gastaldi 2 – Tel. 0161 250015.

Vercelli numeri utili

ATL della Valsesia e di Vercelli
Viale Garibaldi, 90 - Tel. 0161 58002

Pronto soccorso
Corso M. Abbiate, 21 - Tel. 0161 593333

Carabinieri
Comando Provinciale
Via Gioberti, 57 - Tel. 0161 252707

Vercelli cucina

La cucina vercellese si basa naturalmente sull’assoluto dominio di piatti a base di riso, ma non dobbiamo correre il rischio di pensare che il chicco dorato rappresenti l’unico sapore conosciuto: dalle montagne, e dalla particolarissima comunità dei Walser, minoranza di origine tedesca, arrivano ad esempio in tavola eccezionali formaggi e salumi. È il caso delle buonissime “tome”, ottimo formaggio che possiamo magari gustare come “frachet”, macerato cioè in un miscuglio di grappa e spezie.
Ancora altri colori arrivano dalla Lombardia, vicina grazie alla mediazione di Novara, con i piatti tipici della Lomellina, a base di rane e pesce, e certo non mancano, in questo piacevole mescolarsi di influssi, ricette tipicamente piemontesi e tradizioni della regione: anche a Vercelli potremo trovare, ad esempio, ottimi Gianduiotti, il cioccolatino storico di questa parte d’Italia.
Il piatto simbolo della città è comunque, naturalmente, a base di riso: si tratta della “Paniscia”, una minestra con riso, fagioli e salsiccia, il tutto cotto in un brodo di verdure. È un piatto condiviso con la vicina Novara.
Tra i vini merita indubbiamente una citazione il docg Gattinara: i vigneti di vitigno Nebbiolo crescono in quel di Gattinara fin dall’Alto Medioevo producendo questo vino corposo che ben si accompagna a piatti di carne.

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