| Mantova |
Un’isola convertita alla terra ferma: questa è Mantova, che fino al Settecento era interamente circondata dalle acque. Ora, interrato il Lago di Paiolo che isolava la città a sud, tre lati rimangono comunque lambiti dal fiume Mincio, la cui dilatazione in questo tratto del suo corso lo fa chiamare “lago”: penisola - gioiello, ricca oltre misura di tesori d’arte, Mantova non è mai stata città industriale, preferendo per sé i ritmi posati dell’agricoltura e di un turismo di qualità.
Un compendio di storia dell’arte distribuito in tanti palazzi separati, un reticolo urbano che la barriera d’acqua ha mantenuto intatto nei secoli, un’ospitalità antica che si manifesta sulla tavola, nei negozi, per le strade. |
| Mantova storia |
La storia di Mantova inizia con una leggenda, riportata da Dante nel suo Inferno: a fondare la città fu, per il poeta fiorentino, l’indovina Manto, rifiugiatasi con i suoi servi in questo luogo così ben difeso dalle circostanti acque paludose. In realtà l’origine pre - romana della città è un’ipotesi, solo parzialmente avallata dai reperti etruschi rinvenuti a Forcello, a sud della città. Sicuramente invece Mantova fu una città romana, ma di modesta entità.
Neppure l’alto medioevo offre testimonianze certe sull’aspetto della città: dobbiamo aspettare l’XI secolo, ed ancora di più il XII, perché le trasformazioni apportate all’aspetto urbano assumano una rilevanza tale da arrivare ai giorni nostri. Sorge in questo periodo il centro del potere del giovane Comune ed inizia la storia gloriosa della città: sviluppo economico e territoriale che culminerà nel 1328, quando Mantova diventa Signoria dei Gonzaga.
Impossibile dare in breve spazio ragione dell’arricchimento offerto alla città dall’illuminata politica culturale di questa stirpe di mecenati: Pisanello, Alberti, Mantegna, Giulio Romano sono solo i nomi più grandi degli artisti che furono chiamati a disegnare l’aspetto di strade e palazzi di Mantova.
Questo felice periodo si conclude nel 1632: il ramo dei Gonzaga che assume in quest’anno il controllo provoca un lento ma costante e inesorabile declino. Quando nel 1707 la città viene annessa al territorio austriaco, riesce a mantenere una discreta autonomia proprio perché gli invasori non vi rivolgono particolare interesse: Mantova assume importanza solo come baluardo militare, e con Peschiera, Verona e Legnago formerà il famoso “Quadrilatero” difensivo di epoca risorgimentale. |
| Mantova come arrivare |
In auto
La città si trova sull’autostrada A22 Brennero-Modena ed è collegata per mezzo di Strade Statali alle autostrade A2 Milano-Venezia (uscita Peschiera per chi proviene da Milano; uscita Verona Sud per chi arriva da Venezia) ed all’autostrada del sole A1 (uscita Parma per chi proviene da Ovest; uscita Reggio Emilia per chi arriva da Bologna).
In treno
Da Mantova passano le linee Milano-Ferrara, Pavia-Mantova-Monselice e Verona-Modena.
In aereo
L’aeroporto di Villafranca (Vr) dista solo 20 Km dalla città ed è ben collegato con un servizio navetta. L’aeroporto di Bologna e l’aeroporto “Orio al Serio” di Bergamo sono a circa 100 Km; più vicino quello di Parma (60Km). |
| Mantova come circolare |
I luoghi notevoli di Mantova sono perlopiù situati in un’area piuttosto ristretta nella parte nord - est della città: è questa la zona del Palazzo Ducale, del Duomo, della chiesa di S. Andrea, del Broletto, di tutti gli edifici che rappresentarono e in parte rappresentano il potere civile e religioso in città. In questa parte della nostra visita è sicuramente consigliabile abbandonare l’automobile in uno dei numerosi parcheggi situati anche nelle immediate vicinanze, come ad esempio nel caso del parcheggio di Piazza d’Arco. Arrivando in treno è possibile utilizzare i numerosi mezzi pubblici che collegano ogni parte della città: la stazione delle autolinee è a pochi metri dalla stazione ferroviaria.
Utilizzare i mezzi pubblici è indicato anche per raggiungere Palazzo Te, sorto appunto come residenza suburbana: la passeggiata, volendo raggiungerlo a piedi dal centro storico, è di circa un chilometro, e può prevedere soste nelle residenze di Giulio Romano e di Andrea Mantegna, situate appunto sull’asse di Via Acerbi - Via Principe Amadeo. Vicino a Palazzo Te, nei dintorni dello stadio, è comunque possibile lasciare l’automobile.
Mezzi Pubblici
APAM
Azienda Pubblica Autoservizi
Via Dosso del Corso 4 - Tel. 0376 2301
L’azienda offre numerose soluzioni tariffarie. Il biglietto urbano vale 45 minuti, ma è possibile acquistare un documento di viaggio valido per l’intera giornata. Sono disponibili anche carnet di biglietti a prezzo ridotto. |
| Mantova numeri utili |
A.p.t. del Mantovano
Piazza Mantegna, 6 – Tel. 0376 328253
Pronto soccorso
Viale Pietro Albertoni 1 - Tel. 0376 201220
Carabinieri
Comando Provinciale e Reparto Operativo
Via Chiassi 29 - Tel. 0376 328888 |
| Mantova cucina |
La cucina mantovana è famosa quasi quanto la sua arte: sapori lombardi, emiliani e veneti convivono sulle tavole cittadine, esaltando nelle ricette i prodotti tipici della Pianura Padana, riso e verdure in primo luogo. E di risotti è ricco il ricettario locale: dal “Riso alla Pilota”, condito con le tipiche salamelle e Grana Padano, al risotto col “Puntel”, una braciola di maiale passata alla griglia.
Altro ingrediente tipico è la zucca, regina dei famosi tortelli: il ripieno di amaretti, mostarda e miele, insieme, naturalmente, alla zucca, si esprime nel modo migliore con il delicato condimento di burro e formaggio.
Ottimi sono i “Valigini”, che ci traghettano nel mondo dei secondi piatti: foglie di verza arrotolate intorno ad un ripieno di pollo e patate, il tutto passato in un soffritto di burro, cipolla e salsa di pomodoro.
Ogni pasto che si rispetti prevede poi, prima di tutto, un aperitivo un po’ atipico: una scodella di brodo di carne arricchito con vino rosso.
Dall’aperitivo al dolce: entra in scena la torta “Sbrisolona”, un gustoso dessert a base di mandorle tritate. Il tutto ottimamente innaffiato dai due doc della zona: il “Lambrusco Mantovano” e il “Colli Mantovani del Garda”. |