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| Trento |
Capoluogo di regione a 134 m. sul livello del mare, di circa 100mila abitanti in gran parte sparsi nei sobborghi che animano i fianchi delle montagne, Trento è situata sull'Adige. Una presenza imminente incombe maestosa sulla città. Camminando in centro basta alzare gli occhi per vedere innalzarsi, alle spalle delle architetture medievali e rinascimentali, le montagne, che come delle quinte nascondono il diramarsi delle valli trentine (Giudicarie, Anaunia, valli dell'Avisio, Valsugana ) di cui Trento è centro storico, economico e di comunicazione. Città di nobile, severo aspetto è come una signora che sia stata sposata due volte. Da ciascun marito ha preso qualcosa. Dall'austriaco, l'abitudine alla puntualità e alla pulizia. Dall'italiano la voglia di essere moderna e alla moda. Ma alla fine è rimasta vedova, e questa sua vedovanza la chiama specificità. |
| Trento storia |
Già in età neolitica remote popolazioni avevano abitato il Doss Trento (vedi sotto) sulla riva destra dell'Adige. Occupata dai romani nel 40 a.c. Tridentum, che si narra prender nome dai Tre Denti dei suoi dossi (doss Sant'Agata, doss Trento e doss San Rocco), si spostò sulla riva sinistra sotto l'attuale centro storico della città. Abbandonata all'inizio del medioevo dai cittadini che cercarono protezione sotto il Doss Trento (resti paleocristiani), lentamente ripopolata fu centro di un ducato longobardo e di una marca carolingia. Nel 952 fu annessa dall'imperatore Ottone I al regno di Baviera. E' da allora che ebbe origine il trapasso politico del paese dall'Italia alla Germania. Gli imperatori già dopo il 1000 avevano investito del potere temporale i vescovi di Trento dando origine ai così detti principi-vescovi. Trento ebbe il suo massimo splendore a metà del '500, quando papa Paolo III la scelse come sede del celebre concilio ecumenico per arginare l'espandersi della Riforma di Lutero. E' negli anni immediatamente precedenti al concilio che sotto il Cardinale Bernardo di Cles la città assunse quell'aspetto rinascimentale che caratterizza ancora oggi le sue strade centrali. Subì due occupazioni francesi, l'ultima nel 1802 portò con lo spirito della rivoluzione francese alla secolarizzazione del principato. Fu annessa alla Baviera (1806-1809) e al regno d'Italia napoleonico (1810-1813). Poi il lungo secolo austriaco sino al 1918, quando con la fine della guerra tornò all'Italia. Oggi la città è sede del Governo della Regione Autonoma a Statuto Speciale, riconosciuta dal parlamento il 26 febbraio del 1948. La sua Università, famosa per la facoltà di sociologia che diede il via al '68 in Italia è oggi un importante centro di cultura. |
| Trento come arrivare |
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| Trento numeri utili |
APT, azienda promozione turistica del Trentino |
| Trento cucina |
L'elemento gastronomico di base è la polenta. La polenta nera, per l'aggiunta del grano saraceno, arricchita con burro fuso in cui sono state sciolte le acciughe. La polenta e crauti ( crauti per niente aciduli grazie a uno speciale trucco trentino: l'aggiunta di una mela, frutto trentino per eccellenza, che tagliata a fette sottilissime addolcisce la pietanza) che ben s'accompagna a sugo di luganega (salciccette lunghe circa 20 centimetri), carrè o puntine di maiale. Il piatto potrebbe essere accompagnato dal celebre vino Marzemino della Vallagarina. Terra di funghi, soprattutto di porcini chiamati "brisa" in dialetto trentino, che accompagnano naturalmente la polenta ma anche risotti o pasta fatta in casa. Piatti tipici sono anche gli strangolapreti, nome quantomeno irriverente in una città passata alla storia per il Concilio, sono gnocchi di pane raffermo lasciati ammorbidire nel latte tiepido e poi amalgamato con spinaci e formaggio Grana trentino, sono serviti con burro fuso alla salvia. I canederli, di provenienza altoatesina, simili agli strangolapreti sono però serviti in brodo e tra gli ingredienti aggiungono uova, pancetta e farina e prezzemolo al posto degli spinaci. La tradizione offre per i freddi inverni le zuppe, la panada a base di pane e il brò brusà a base di farina di frumento. Lo smacafàm ("sconfiggi-fame" si potrebbe tradurre) piatto carnevalesco per eccellenza, è una torta salata a cui il cuoco aggiunge a suo piacere fettine di luganega, pancetta tagliata a dadi e qualche fiocco di burro. Per i secondi la salada, carne di manzo conservata in recipienti di terracotta con salamoia di acqua, sale, alloro e aglio. Il Tonco de pontesèl, spezzatino di carni miste con intingolo. Per i dolci, lo strudel di mele, lo zèlten, torta natalizia ricca di frutta secca; la torta di fregolòti, a base di mandorle. |
| Trento shopping |
E' intorno a piazza del Duomo che si dipanano le vie più dense di attività, negozi e locali. A due passi dalla piazza c'è il giro del Sass, il quadrilatero di vie che rappresentano il passeggio della città. Via Oriola, via oss Mazzurana, Via Manci) e via San Pietro, sempre affollate di una vivace quotidianeità. L'incrocio di via Manci con via del suffragio è familiarmente inteso dai trentini come il canton, l'angolo degli incontri e delle chiacchere. Trento e il trentino sono celebri per l'artigianato artistico. Da scovare allora le numerose botteghe spesso nascoste nelle vie meno frequentate. L'arte più celebre è quella del legno intagliato e dipinto: animali giocattolo e pipe, scultura di oggetto sacro e statue in legno policromo, le botti decorate che sono veri pezzi unici. Mobilio rustico ispirato alle tradizionali stube (le stanze con camino che costituivano spesso l'unico ambiente delle case contadine). L'elemento più caratteristico delle stube sono le grandi stufe "a olla" in maiolica. Diffusa anche l'arte della lavorazione dei metalli, soprattutto del ferro battuto, l'oreficeria infine è per lunga tradizione di elevata qualità. |
| Trento teatri |
Teatro Sociale |
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