| Biella |
I rilievi delle Prealpi e la brughiera dell’alta pianura piemontese circondano una città dal doppio volto: urbanistico prima di tutto, con la divisione tra Biella Piazzo e Biella Piano, e culturale. Convivono infatti a Biella espressioni artistiche di altissimo livello e un’industria altrettanto importante: veramente storica può essere definita la produzione di filati e tessuti di lana, giunta ai nostri giorni da epoche forse addirittura precedenti l’età romana.
È piacevole scoprire che entrambi gli aspetti hanno concorso in armonia alla creazione di una città prospera e veramente accogliente. |
| Biella storia |
Importante centro romano, la Biella medievale (denominata “Bugella”) è conosciuta a partire dall’826, e sul finire del IX secolo passò al vescovo di Vercelli: questi si preoccupò di munirla di un castello e di mura difensive.
Nel XII secolo il vescovo Uguccione decise di fondare Biella Piazzo, la parte alta della città, e ne fece un centro importante che meno di cento anni dopo rivendicò l’autonomia comunale.
Nel 1349 la città si ribella al vescovo Giovanni Fieschi che ne voleva sopire le aspirazioni di autonomia: seguono anni travagliati, in cui Biella passa prima ai Visconti, poi di nuovo al Fieschi, infine, ribellandosi per l’ennesima volta al vescovo e riuscendo a catturarlo, ai Savoia, cui si consegna nel 1379. Da questo momento le sorti della città si legano indissolubilmente alla casa sabauda, con grande vantaggio per l’industria laniera cittadina, che da allora inizia la propria continua espansione.
Nell’Ottocento un ampio piano di rinnovo urbanistico sconvolge la fisionomia di Biella Piano: sarà questa parte della città ad assumere il ruolo di centro civile, relegando Biella Piazzo a semplice testimonianza di un tempo passato ormai trascorso. |
| Biella come arrivare |
In auto
La strada statale n°143 collega Biella a Santhià. La n°230 si dirige verso Vercelli mentre la tortuosa n°338 porta ad Ivrea.
In treno
Il Piemonte è percorso da una fitta rete di linee ferroviarie che mettono in comunicazione tutte le principali località. In particolare la ferrovia collega direttamente Biella con Vercelli e Torino.
In aereo
L’aeroporto più vicino alla città è il Città di Torino a Caselle (Tel. 011 5676361), che effettua collegamenti con le principali città italiane (isole comprese) ed europee. |
| Biella come circolare |
Sia Biella Piano che Biella Piazzo possono tranquillamente essere visitate a piedi: nel secondo caso la visita pedonale è addirittura consigliata, in quanto il tessuto urbano della città alta presenta la tipica tortuosità degli abitati di antica formazione. Una comoda funicolare che parte da Piazza Curiel collega le due parti di Biella: il leggero dislivello è comunque colmabile anche percorrendo i vari sentieri che si inerpicano sulla scarpata.
Nella parte bassa della città sono presenti numerosi parcheggi. I mezzi pubblici collegano con frequenti corse la stazione ferroviaria al centro storico.
Mezzi Pubblici
ATAP
Azienda Trasporti Automobilistici Pubblici
viale Macallé, 40
tel. 015 8488411
I biglietti hanno una validità di 75 minuti; oltre al singolo documenti di viaggio si possono trovare anche biglietti validi per dieci corse ed abbonamenti mensile.
Nei 75 minuti di tempo è consentito anche l'uso di più linee urbane compresa la Funicolare Biella Piano - Biella Piazzo. |
| Biella numeri utili |
Agenzia di Promozione Turistica Locale
Piazza Vittorio Veneto, 3
Numero Verde 800.811.800 Tel. 015 351128
Pronto soccorso
via Caraccio, 5
Tel. 015 3503313
Carabinieri
Comando Provinciale
via della Repubblica, 26
Tel. 015 21514 |
| Biella cucina |
Le Prealpi danno l’impronta tipica alla cucina biellese, trasferendo sulle tavole cittadine le ricette tradizionali della montagna, come tutte quelle a base di polenta e formaggi.
Formaggio tipico di Biella è ad esempio il “sargnon”: pezzi di gorgonzola vengono lasciati a fermentare con grappa o rhum, dando luogo ad una specialità cremosa dal sapore assolutamente particolare.
Tra i secondi piatti un posto di rilievo merita la “lepre in Civet”: l’animale viene lasciato a marinare per qualche giorno nel proprio sangue miscelato con vino rosso e varie spezie. Questa marinatura viene poi riutilizzata nella cottura con l’aggiunta di burro e lardo.
Ogni pasto si deve poi concludere con i “Canestrelli”, raffinata e famosissima pasticceria locale.
Ottimi anche i vini, tra i quali spiccano il Lessona e il Bramaterra. |