Il primo stabile insediamento sul colle Cidnéo è stato riferito al VI – V secolo a. C.: era probabilmente una popolazione di Liguri, che scelse come proprio territorio questo punto strategico dal quale era possibile osservare le due valli che qui confluiscono e la pianura sottostante.
Proprio la pianura venne invece scelta per l’insediamento romano, e subito l’antica “Brixia” divenne colonia di rilevante importanza nell’assetto del territorio: già dal I secolo d. C. procede con successo la produzione metallurgica, e presto la città romana assume il suo aspetto definitivo, urbanisticamente incentrata sull’area rettangolare del Foro, la piazza pubblica.
Sede del ducato Longobardo nel VII secolo, Brescia intraprese dopo il Mille un ulteriore processo di crescita: nel 1186 la città è costretta a costruire nuove mura per difendere anche i borghi di recente formazione, e la storia si ripete ancora cinquanta anni dopo, negli anni ’40 del Duecento. Viene eretto anche il Palazzo Comunale, il Broletto, ma inizia proprio in questo momento un lungo periodo di dominazioni esterne: Berardo Maggi alla fine del Duecento, gli Scaligeri e i Visconti nel Trecento, Pandolfo III Malatesta e poi ancora i Visconti nel Quattrocento.
Si stabilizza definitivamente la situazione nel 1428 con la Pace di Ferrara, che assegna Brescia e la vicina Bergamo alla Repubblica Veneta. È per la città un momento fortunato: il contesto politico e economico veneziano è forte e dinamico, capace di valorizzare al meglio le risorse e le ricchezze bresciane. Lo sviluppo della città esplode e inizia un lungo periodo di prosperità e accrescimento, interrotto solo, momentaneamente, dalla peste del 1630.
Caduta alla fine del Settecento sotto il dominio austriaco, la città si oppose duramente alla dominazione, dando un decisivo contributo alla causa unitaria. Non interruppe per questo il proprio sviluppo, anche urbanistico: l’Ottocento è secolo di massicci interventi, anche discutibili, sul centro storico della città. |