Rifacendosi alla letteratura latina e alle sue leggende, Virgilio narra che Padova fu fondata dal troiano Antenore dopo la distruzione di Troia nell’XI sec. a.C. (nel centro storico sono state rinvenute tracce di una civiltà paleoveneta).
Continuamente minacciata dai Galli, nel 225 a.C. si alleò contro di loro con Roma, a cui rimase sempre fedele. Per questo ottenne il riconoscimento della propria autonomia e nel 49 a.C. fu costituita a municipium. Divenne così ben presto una delle città più ricche dell’Impero e centro di raffinata cultura.
Non fu risparmiata dalle invasioni barbariche del V e VI sec. prima degli Unni e poi dei Longobardi. La rinascita ebbe inizio con la conquista franca alla fine del VII sec., ma come tutta l’Italia settentrionale, anche Padova subì più tardi le scorrerie degli Ungari e solo intorno al mille riuscì a riprendersi grazie al rafforzarsi dell’autorità vescovile sotto l’egida del Sacro Romano Impero.
Alla fine del 1100 si possono far risalire i primi nuclei stabili di mercato, più o meno dove sono oggi le piazze delle Erbe e della Frutta. Tra di esse sorse durante il secondo decennio del ‘200, il Palazzo della Ragione, fulcro e simbolo del Comune. In quest’epoca si ebbero opere fondamentali per l’assetto della città: la costruzione di una prima cinta di mura, l’istituzione dell’Università e i primi lavori verso l’edificazione di quella che sarà la Basilica del Santo, accanto al Prato della Valle, area destinata a fiere e mercati.
Dopo varie burrascose vicende, si compì il processo di transizione dal regime comunale a quello signorile con l’affermazione della famiglia dei da Carrara. Sotto la loro guida, dal 1318 al 1405, la città conobbe momenti di potenza e splendore, che permisero una nuova sistemazione architettonica e urbanistica, con l’aiuto dei migliori artisti dell’epoca tra cui Giotto, Giovanni Pisano, Giusto de’ Menabuoi e Altichiero.
Le possibilità di espansione dei Carraresi furono fortemente ostacolate dai vicini milanesi e veneziani e furono questi ultimi ad avere la meglio sulla famiglia, conquistandosi il controllo della città. Sotto il governo della Serenissima Padova si abbellì ad opera di grandi artisti rinascimentali come Donatello e Andrea Mantenga e fu realizzata la scenografica sistemazione del Prato della Valle. I veneziani riuscirono a mantenere il potere fino all’invasione francese del 1797. Col Trattato di Campoformio fu ceduta all’Austria, per essere in seguito rioccupata dai Francesi. Nel 1866, con unanime plebiscito, entrò nel Regno d’Italia.
In questo secolo ebbe inizio l’opera di disgregazione dell’antico tessuto urbano con l’abbattimento delle mura, la demolizione dei borghi medioevali e l’interramento dei canali.
Nel periodo della prima e della seconda guerra mondiale, la città fu bombardata e andarono persi i preziosi affreschi della Cappella Ovetari agli Eremitani. |