I resti dell’antico insediamento medievale sono concentrati intorno al Castello di San Giorgio, costruito su uno sperone che domina la città moderna. Questa presenta un tracciato viario ampio e regolare, dominato dal Viale Italia, la strada principale, che percorre la città da Piazza della Concordia all’Arsenale Militare. Vi si affaccia la nuova Cattedrale, costruita nel 1975 dall’architetto Adalberto Libera. Interessanti anche i palazzi degli anni ‘20.
Sulla destra del Viale Italia, lungo il mare, troviamo l’ampio Viale Morin, con il tipico arredo verde delle riviere liguri: palme e oleandri. Assolutamente da non perdere una passeggiata sul molo per godere di una bella vista sul Golfo e sulle Alpi Apuane. Si sviluppa in questa zona il porto civile, la cui prima pietra fu posta nel 1890.
Chiesa di S. Maria Assunta
Si tratta dell’antica Cattedrale, dalla travagliata vicenda costruttiva: eretta nel 1271, venne demolita all’inizio del ‘400 per paura che potesse offrire un punto d’appoggio al milanese Niccolò Piccinino, che assediava la città. Ricostruita poco dopo all’interno delle mura urbane, è stata pesantemente bombardata durante la Seconda Guerra Mondiale. La nuova ricostruzione, ad opera dell’architetto Oliva, ha mantenuto inalterati il presbiterio ed il campanile.
Al suo interno possiamo ammirare un Incoronazione della Vergine con Santi, terracotta invetriata di Andrea della Robbia, una tela del Cambiaso con il Martirio di S. Bartolomeo ed una di Aurelio Lomi con un Miracolo di S. Diego.
Castello di San Giorgio
È costituito da due costruzioni sorte in epoche diverse: la parte a Ovest fu fondata nel XIII secolo da Niccolò Fieschi, ma è stata rifatta nel 1371 insieme con le mura urbane. La parte a Est, più recente, fu costruita dai Genovesi, signori della città, all’inizio del XVII secolo. Il Castello di San Giorgio può essere costituito il monumento che meglio rappresenta la vicenda storica di La Spezia ed ha acquisito nuova importanza da quando ospita le raccolte del “Museo Civico Archeologico”: si tratta di testimonianze della vita del territorio dal Pleistocene alla Romanizzazione, oltre ai reperti provenienti dal territorio di Luni.
Museo Civico d’Arte Antica, Medievale e Moderna “Amedeo Lia”
Realizzato per raccogliere la collezione donata alla città dall’ingegnere Amedeo Lia, il museo raccoglie un gruppo di opere notevolissimo per qualità e quantità. Federico Zeri ha definito questa raccolta la collezione privata più importante d’Europa per i dipinti tra ‘200 e ‘400, curando personalmente il catalogo dei dipinti.
L’ottimo allestimento presenta alla nostra ammirazione tele del Pontormo, di Giovanni Bellini, di Tiziano, di Sebastiano del Piombo, tavole di Bernardo Daddi, Pietro Lorenzetti , Lippo Memmi e numerosi altri: un imponente sfilata di nomi a testimoniare il gusto artistico di un’intera epoca.
L’edificio che ospita il Museo, nato nel Seicento come convento, è stato restaurato secondo criteri moderni e pienamente in armonia con la nuova destinazione d’uso.
Arsenale Militare
Già nei progetti di Napoleone, che non lo poté realizzare per le sopraggiunte sconfitte, l’Arsenale fu alla fine costruito (1861-1869) dall’ufficiale del Genio Militare Domenico Chiodo, per volontà dell’allora Presidente del Consiglio Camillo Benso Conte di Cavour.
Oggi l’Arsenale si estende per un’area di 165 ettari, con più di 12 Km di strade, finalmente visitabili: infatti è stato da poco siglato un accordo tra Marina e Amministrazione Comunale perché le porte dell’Arsenale si aprano ai turisti durante i Week-end.
Museo Tecnico Navale
Sorto nel 1925 per volontà della Marina Militare con l’intento di preservare la memoria delle sue tradizioni, il Museo ospita oltre 150 modelli di navi ed imbarcazioni, 2500 medaglie, 6500 cimeli e 2000 documenti.
Nell’allestimento si è cercato di mettere in evidenza l’evoluzione dell’arte navale attraverso i secoli, sia per quanto riguarda, naturalmente, la Marina Militare Italiana, istituita nel 1861, sia rivolgendo uno sguardo particolarmente attento alle Marine precedenti
Museo Nazionale dei Trasporti
Nato nel 1986, il Museo Nazionale dei Trasporti si propone di ricercare, restaurare e conservare, per garantire poi la visione del pubblico, veicoli particolarmente rappresentativi della storia del trasporto: filobus, autobus, tram, locomotive e carrozze ferroviarie offriranno al visitatore scorci di un mondo passato, in accordo con gli attuali orientamenti che vedono nell’archeologia industriale una preziosa risorsa di conoscenza. |